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SECONDA SEPHIRA - YESOD [fondamento]
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La base è stata resa operativa ieri, e il lavoro è già cominciato. Tutto è perfettamente nuovo e pulito, quasi asettico…
"Sembra una casa di bambole."
I passi lungo i corridoi risuonano freddi, secchi, come freddo e impersonale è quel posto. La vita sembra qualcosa di vagamente seccante a cui però non si può fare a meno… anche le stanze private riservate al personale sono essenziali e scarne, quasi quello fosse soltanto un luogo di passaggio, inadatto alla presenza umana.
Non c'è stata nessuna festa, nessuna inaugurazione. Le persone sono arrivate secondo scaglionamenti predefiniti, scortate da militari della sicurezza interna. Nessun estraneo ha potuto varcare i confini della base. Tutto è perfettamente autosufficiente.
"Siamo un piccolo mondo eppure… "l'umanità" in questo posto non è stata prevista. Ci danno di che sopravvivere, ma "vivere" è tutta un'altra cosa."
Una ragazza dagli occhi azzurri osserva lo spazio silenzioso che circonda la base, al di là del vetro antiproiettile della finestra panoramica. Il sole sta tramontando, e tinge d'oro le basse dune sabbiose… una balla di rovi scivola pigramente lungo un declivio, in lontananza. Ormai anche il caldo si dev'essere attenuato. Lì dentro, le condizioni esterne non hanno alcuna importanza: l'impianto di condizionamento dell'aria è gestito da un computer ed è programmato per simulare una temperatura costante di una ventina di gradi.
Ma fuori… c'è vita.
"Come un tumore. I veri estranei siamo… noi?"
5^ giorno, venticinquesima settimana; -10 all'attivazione.
"Sarà una giornata da ricordare."
Passi veloci risuonano lungo il corridoio che porta alla sala di comando principale, illuminato a giorno. Non c'è nessuno in giro, sebbene si sentano voci concitate provenire da qualche parte, in fondo. Una ragazza in uniforme cammina velocemente, il volto atteggiato in un'espressione di ferrea concentrazione. Passi. Voci. Ai lati, sfila una serie di porte metalliche, chiuse. Numeri progressivi identificano il contenuto delle stanze, ma nessun altro simbolo ne sporca la lucida superficie. A fianco di ciascuna porta, un piccolo congegno, simile ad una scatola nera, regola l'ingresso degli operatori.
La ragazza estrae dalla tasca dell'uniforme il proprio tesserino di riconoscimento, poi fa passare velocemente la tessera nella fessura sulla superficie anteriore della serratura elettronica.
<TEST ROOM - LS2 SEG. - RECOGNIZING SYSTEM:
LOCKED - WAITING FOR PERMISSION KEY>
La ragazza getta uno sguardo nervoso all'orologio da polso, scuotendo la testa. "Proprio oggi...!" mormora.
"Capitano Akashima... Capitano!"
"Uh?" La ragazza volta la testa, il tesserino di riconoscimento sospeso a mezz'aria.
Un tecnico in camice da laboratorio sta agitando una mano nella sua direzione. "Capitano, venga!"
"Dr. Matsuiko? Cosa?" risponde, senza prestare attenzione all'uomo. Per la seconda volta, fa scorrere la tessera attraverso il congegno di sblocco. I led avvampano per un attimo.
<TEST ROOM - LS2 SEG. - RECOGNIZING SYSTEM:
LOCKED <WARNING> 3 FURTHER ATTEMPTS WITH FAILURE TO ACCESS WILL RESULT IN INITIATION OF SAFETY PROTOCOL
#17>
La ragazza si ferma per un attimo, fissando la porta.
Bloccata.
"Perché… perché proprio adesso?"
Intanto l'uomo continua ad agitare la mano nella sua direzione. Sembra abbia davvero fretta...
Un sospiro. Poi la ragazza sorride, scuotendo una mano in segno di diniego, "Mi dispiace dottore... non ho tempo..." grida, riprendendo a camminare.
"Non capisce!... L'hanno portato nella seconda sala di controllo! Hanno modificato l'ordine d'attivazione... per precauzione. E' da questa parte!"
La ragazza si ferma di botto.
"Cosa?! Com'è possibile?" grida. Si gira velocemente verso l'uomo, che non smette di agitare le braccia... e che ora sembra alquanto imbarazzato.
La ragazza fissa un'ultima volta il tesserino di riconoscimento, prima di rimetterlo in tasca. Poi inizia a camminare verso l'uomo, velocemente. Al vederla arrivare, il dottore si stringe nelle spalle, mormorando, "Ordini dall'alto... dall'alto, capisce..."
Un lampo attraversa gli occhi della ragazza. "Dottore, qui dentro l'alto sono io, se non sbaglio."
L'uomo scrolla le spalle, a disagio. "Non sono problemi che mi concernono..." dice, evitando il suo sguardo.
"Quando l'hanno deciso? Chi è stato ad impartire l'ordine?" Il tono della voce è inquisitorio.
L'uomo si scosta per farla passare. "Da questa parte..."
Gli rivolge uno sguardo gelido, prima di seguirlo dentro una sala illuminata soltanto dal bagliore dei monitor olografici. La differenza di luminosità tra la stanza e il corridoio è impressionante. Il buio è così fitto che deve fermarsi per un attimo sulla soglia, prima che gli occhi si abituino allo sbalzo.
"La prego, vuole essere così gentile da dirmi--"
L'uomo le afferra con delicatezza una spalla, sospingendola verso un gruppo di persone riunite in silenzio intorno ad una postazione di comando, al centro della stanza. Scuote la testa, indicandole di proseguire da sola. La ragazza lo fissa senza capire.
"Dottore?..."
Per un attimo, l'uomo la fissa dritto negli occhi. Uno sguardo freddo, privo di qualunque sentimento. Inerte.
"La stanno aspettando"
Poi, con un cenno del capo le indica una figura in penombra, al centro del gruppo, che sta battendo piano sui tasti di un computer portatile. La luce dello schermo gli si riflette sul volto, con un bagliore metallico.
La ragazza socchiude gli occhi. E' buio, ma la memoria non l'ha mai tradita. Solitamente, riconosce le persone dopo averle viste solo una volta. Sa a memoria i nomi di tutto lo staff tecnico... gli operatori la prendono scherzosamente in giro, per questo. "Wonder girl" la chiamano. Eppure... chi è quell'uomo? Le altre persone sembrano tutte in alta uniforme...
"Non è in programma nessuna visita ufficiale, oggi..."
Le divise, l'atteggiamento... nessun operatore di secondo livello può accedere a quelle stanze, senza l'autorizzazione di un superiore. E lo staff tecnico di primo livello dovrebbe essere impegnato nella costruzione di...
"Ach-- Non è possibile...!" sibila.
QUELL'uomo.
"Keel Lorenz."
"Come ha fatto ad entrare?"
Al suono della sua voce il gruppo si volta, ma l'uomo al centro continua a battere sui tasti del computer, apparentemente impassibile. La ragazza si muove verso di lui, lanciando un'occhiata glaciale al Dottore, che è rimasto fermo in un angolo. Sta fissando anche lui l'anziano capo della SEELE, il volto contratto in una smorfia di disprezzo. "Per lui... o per me?"
"Bene, capitano... la stavamo aspettando."
Miko Akashima si guarda intorno: tutti la stanno fissando, ma nessuno ha l'aria di trovare qualcosa di strano in quella situazione. Lentamente, i nomi riaffiorano alla memoria...
Il dottor Ichiba, responsabile del reparto di ricerca della base. Il comandante Williams, delle Nazioni Unite. Il maggiore Gibson, responsabile delle forze di difesa Americane. E Lui.
"Come avete fatto ad ENTRARE? Chi vi ha dato l'autorizzazione?"
E' Ichiba a rompere il silenzio. "Si calmi, capitano. Non c'è nulla di irregolare, in questo--"
"NULLA di irregolare?" sibila la ragazza. "Chi ha dato l'autorizzazione a riunirvi qua dentro? E' una sala riservata, o mi sbaglio?"
Il dottore inclina la testa verso la spalla, con espressione contrita. Se fosse genuina ci sarebbe di che ridere. "E' stata una richiesta del governo."
"Ah, si? E come mai non ne sono stata informata per tempo?"
"Non rientrava nelle sue competenze." Il tono dell'uomo è più freddo, ora.
La ragazza gli lancia uno sguardo di puro disgusto. Non crede alle sue orecchie.
Sempre fissando Ichiba, si avvicina all'uomo seduto al tavolo comandi. Gli altri ufficiali rimangono immobili, in attesa. Nessuno parla. Nessuno fa il gesto di fermarla. Un silenzio palpabile è sceso nella stanza. L'uomo chiamato Keel Lorenz batte un'ultima sequenza di dati sulla consolle, prima di premere il tasto "invio". Sullo schermo, la riproduzione tridimensionale di una figura vagamente umana inizia a girare su se stessa, mostrandosi da varie inquadrature. La ragazza fissa l'uomo, mentre gli occhi, lentamente, le si sgranano.
"Ecco."
Un Eva. Il "loro" Eva.
L'unità 04.
"C- cosa..."
Keel Lorenz sorride, senza voltarsi.
"E' arrivata, finalmente"
Miko freme di collera. Si guarda intorno, ma i volti vicino a lei sono maschere indifferenti.
"Che cosa... sta succedendo, qui?"
Nessuno le risponde.
Intanto, sulla parte bassa dello schermo è iniziata a scorrere una serie di dati. Li fissa per un attimo prima di accorgersi che quello che sta osservando è una procedura coperta da segreto militare.
Sono... calcoli. Il computer sta calcolando qualcosa. Ma cosa?
"Che state facendo?" mormora, mentre un orrore freddo le smorza la voce. "Come potete..."
"Shhhh." Il dottor Matsuiko le si è avvicinato, e ora le tiene le spalle, come se volesse calmarla.
Come se volesse impedirle di muoversi.
"E' solo una simulazione." La ragazza vorrebbe chiedergli spiegazioni, ma il tono esageratamente calmo del dottore le spegne sul nascere qualsiasi protesta. Non l'ha mai sentito parlare così, da quando lo conosce. Non ha mai usato un tono simile, in sua presenza... prima d'ora.
Con orrore, si accorge che la situazione le sta sfuggendo di mano.
Non è possibile! Sono la responsabile del progetto... Quei dati dovrebbero essere strettamente riservati! Come... come possono...
La riproduzione tridimensionale dell'Eva si ferma per un attimo, mentre quella che sembra una sfera rossa si stacca da un lato dello schermo per fluttuare lentamente verso la parte alta della corazza toracica. Dopo pochi secondi, la sfera viene "assorbita" dall'Eva. Una sequenza di numeri inizia a lampeggiare sulla parte alta dello schermo:
<COUNTDOWN START - 00:56:01>
La colonna di numeri inizia a rallentare.
"Vorrei avere delle spiegazioni." Il tono della ragazza ha riacquistato sicurezza.
Keel Lorenz si volta, le labbra atteggiate ad un sorriso freddo. "Certamente."
<COUNTDOWN START - 00:45:21>
"Cosa ci fa Lei, qui?"
"E' una domanda irrilevante"
"Non credo... questa è una base della NERV, fino a prova contraria."
"Non mi chiede cosa sta mostrando lo schermo?"
La ragazza esita.
"Dovrei chiederlo?"
Il tono di Lorenz è sarcastico. "E' lei la responsabile del progetto S^2, vero?"
"Come fa--"
"Non si stupisca, capitano. E' tutto perfettamente normale." E' il tenente Gibson a parlare. "Quello che vede--" afferma, indicando lo schermo con un lieve movimento della mano, "è una simulazione dell'attivazione del motore S^2 sul prototipo di Evangelion in dotazione a questa base."
<COUNTDOWN START - 00:28:15>
"Non capisco."
Il viso di Lorenz s'incupisce. "Capitano, da lei non me lo sarei aspettato."
La ragazza fissa l'uomo con una luce gelida nello sguardo. "Ho l'impressione di non essere stata messa al corrente di questo" dice, indicando lo schermo. "Le simulazioni d'attivazione sono già state eseguite, sia in questa base, sia al comando generale. Si sta svolgendo tutto come da programma. Per cui non vedo l'utilità di una simile messa in scena."
<COUNTDOWN START - 00:15:11>
Keel Lorenz ricambia il suo sguardo, silenziosamente. Poi si volta, verso lo schermo, dove la sequenza di numeri ha quasi raggiunto lo zero.
"Allora?"
"Manca poco."
<COUNTDOWN END - 00:00:00>
Con un lieve "biiip", l'immagine sullo schermo si blocca. Una scritta lampeggia al centro, per tutta la lunghezza.
<TESTING COMPLETED - FINAL RESULT: RATIO 96/100>
Passano alcuni secondi, prima che Lorenz riprenda a parlare. "Novantasei su cento..." dice, piano.
"Voglio avere una risposta."
"Il computer HA dato la sua risposta. Ci sono novantasei probabilità su 100 che l'operazione S^2 non raggiunga l'obiettivo sperato."
La ragazza fissa l'uomo mentre gli occhi, lentamente, le si sgranano.
"Cosa... cosa intende?"
"Semplicemente, che state commettendo un errore. "
1^ giorno, ventiseiesima settimana;
La sala esperimenti è gremita di gente. Gli operatori lavorano alacremente per portare a termine il progetto "S^2" secondo le scadenze. Sebbene i turni lavorativi siano di otto ore, nessuno ha fatto stacchi dall'inizio delle simulazioni, la notte precedente. Malgrado ciò, sembra che la fatica non si faccia sentire.
"In questo luogo la professionalità viene prima di ogni altra cosa."
In mezzo alla sala, un enorme schermo olografico mostra un Eva in sezione, un gigante bianco e immobile circondato da numeri e scritte.
Di fronte allo schermo principale, il capitano Akashima fissa le lunghe colonne di numeri che si susseguono senza sosta mentre, per l'ennesima volta da due giorni a questa parte, i computer cercano di riprodurre nei minimi dettagli lo svolgimento dell'esperimento.
"Iniziare la procedura di simulazione."
" Procedura avviata."
L'inquadratura dello schermo cambia; ora l'Eva è visto di tre quarti, dall'alto. Anche nella simulazione si può notare che l'entry plug non è inserito… e nemmeno l'umbilical cable. L'Eva sembra davvero soltanto una gigantesca marionetta.
"Inizio fase uno."
La parte anteriore della corazza si stacca, volteggiando nell'aria senza nessun sostegno. Si muove in linea retta, seguendo un percorso a L, fermandosi a poca distanza dal petto dell'umanoide. Benché la risoluzione del video olografico sia alta e molto dettagliata, la zona lasciata scoperta dalla piastra toracica è solo una macchia informe… piani che s'incrociano a formare qualcosa di simile a un petto, solo vagamente umano.
"Inizio fase due."
Una sfera rossastra compare davanti all'Eva, nello spazio lasciato libero dalla corazza. Sui monitor ha l'aspetto di una palla lucida, quasi un giocattolo. Lentamente, la sfera inizia a muoversi, avvicinandosi all'umanoide. Fluttua leggera verso la zona sottostante il plesso solare dell'Eva… e viene inglobata. Subito, la sfera inizia a pulsare di luce.
"Inizio fase tre."
La corazza dell'Eva inizia a spostarsi, seguendo il precorso inverso, fino a ricongiungersi al corpo. Fino all'ultimo la sfera ha continuato a pulsare.
Naturalmente, tutto il processo si è svolto nel più completo silenzio…
A questo punto, l'unità dovrebbe essere in grado di muoversi da sola...
Miko Akashima scuote piano la testa.
<SUCCESS RATIO: 100%>
Per l'ennesima volta, i computer confermano i risultati già avuti in precedenza. Dovrebbe essere ormai assodato... ogni passo nello sviluppo del progetto è stato provato e riprovato più volte, arrivando a soddisfare qualsiasi requisito di sicurezza. L'attivazione del prototipo S^2 non comporta nessun rischio. Naturalmente sono stati presi in esame anche fattori "esterni" all'attivazione, come conflitti bellici e terremoti, ma si è trovata un'adeguata soluzione per qualsiasi problema dovesse manifestarsi.
<SUCCESS RATIO: 100%>
Il capitano osserva attentamente lo schermo, poi con voce sommessa, ordina: "Reimpostare i parametri di valutazione... aumentando del due punto sette percentuale il numero delle variabili di base. Riavviare il programma di simulazione."
Un mormorio percorre la sala. "Capitano, se posso permettermi..."
"Dica, tenente."
Un ragazzo non più vecchio di lei, seduto ad una delle postazioni di lavoro al bancone degli operatori, indica nervosamente lo schermo. "Abbiamo già preso in esame un numero di variabili ampiamente sufficiente... Aumentando in questo modo i fattori-base, rischiamo di imporre come calcolo un numero superiore alle trentadue cifre"
"Esegua gli ordini, tenente."
Akio Hasegawa, operatore alla raccolta dati e analisi, scuote leggermente la testa. "Mi perdoni, Capitano, ma non credo sia necessario." Fissa il suo superiore con una strana luce negli occhi... se solo non fossimo in ambito militare... si direbbe compassione, quella?
Il volto del capitano Akashima è una maschera d'impassibilità. "Esegua gli ordini, tenente, massima priorità."
Deve essere tutto pronto entro domani. I piani sono cambiati.
"Non ho intenzione di ripetermi una seconda volta."
Hasegawa abbassa lo sguardo. "Come comanda, capitano."
Poi, rivolto al resto degli operatori: "Reimpostare i parametri base. Aumentare il livello di fattori-base del 2,7%. Convogliare al programma di simulazione tutti i blocchi di memoria, dal quindicesimo al trentasettesimo, sospendendo ogni operazione non essenziale." Passano pochi secondi. "Simulazione inserimento prototipo S^2, versione 42beta. Attivata"
Le luci al neon sul soffitto della stanza si spengono all'improvviso, mentre il computer avvia il programma, ancora una volta. Le luci di emergenza si attivano istantaneamente, ma nessuno sembra aver fatto caso a quanto è successo. Nel silenzio della sala, l'unico rumore è il ritmico ticchettare delle dita degli operatori sulle tastiere.
Miko Akashima fissa per l'ennesima volta lo schermo olografico riempirsi di calcoli, mentre l'unità 04 appare, quasi fosse reale, al centro. Gli occhi dell'umanoide sono spenti... come quelli di un gigantesco giocattolo.
"Sono soltanto macchine..."
Poi, lentamente, volge le spalle allo schermo e s'incammina verso la porta. Esita per un attimo prima di comporre il codice di sblocco. "Hasegawa... mi chiami se ci sono novità" dice, senza voltarsi. Il tono della voce è freddo.
La risposta del tenente è altrettanto priva d'emozione. "Sarà fatto, capitano"
Ma la porta metallica si è già richiusa alle spalle della donna.
<5^ giorno, venticinquesima settimana; ufficio del capitano>
"Come è possibile? Devo mettermi assolutamente in contatto col comandante Ikari... Sì, questioni riguardanti il progetto E. No, è una comunicazione riservata... Capisco. Ma devo assolutamente comunicargli alcuni dati... Probabile violazione degli accordi internazionali. Sì, gli riferisca questo. E faccia in modo di mettermi in contatto con lui al più presto possibile."
La comunicazione s'interrompe.
Ancora una volta.
La ragazza scivola più a fondo nella poltrona. Si prende la testa tra le mani, chiudendo gli occhi.
Intorno c'è solo silenzio.
"..."
Un uomo. Le sta sorridendo. "E' lei la responsabile del progetto... vero? Credo che stiate commettendo un errore."
Come ha fatto ad entrare?
Come ha fatto ad accedere alle documentazioni riservate?
"Non credo ad una sola parola."
E' la sua voce... è lei che sta parlando.
"Capitano..."
"Credo che stia violando le procedure di sicurezza in vigore in questa base. Il suo accesso non dovrebbe essere stato consentito."
"Ho dato io il permesso"
L'uomo alto. La sua voce è priva d'inflessione. "Le Nazioni Unite sono venute a conoscenza del progetto che state sviluppando in questa base. Abbiamo svolto alcune ricerche..."
"Impossibile."
Anche l'uomo alto sta sorridendo, ora. "...e siamo arrivati alla conclusione che il progetto è troppo pericoloso per essere messo in atto."
Cosa?
"Voi non avete autorità, all'interno di questa base"
"Si sbaglia, capitano."
Ancora quell'uomo... Lorenz.
La ragazza si volta verso il Dottore.
"Ichiba, chiami il servizio di vigilanza. Accompagni i signori fuori da questa sala."
Ma l'uomo non sembra aver sentito. E' immobile, le braccia incrociate davanti al petto. Non risponde.
"Ichiba, si muova!"
Una mano le afferra la spalla. E' Matsuiko.
"Capitano..."
"Non si agiti, capitano Akashima... stavamo giusto per andarcene. La nostra presenza non è più necessaria." Lorenz chiude con uno scatto il computer portatile, senza smettere di sorridere. Il maggiore Gibson gli è a fianco. I quattro uomini s'incamminano verso l'uscita, silenziosamente. Il dottor Matsuiko li segue a breve distanza.
"Un ultima cosa, capitano."
Gibson la sta fissando, il volto impassibile.
"L'esperimento S^2 viene revocato... l'ordinanza verrà resa operativa entro sette giorni a partire da domani."
"..."
Gli uomini spariscono oltre la porta.
Chi?
Chi ha tradito?
La ragazza apre gli occhi. I piani sono cambiati.
"Devo assumermi questa responsabilità"
2^ giorno, ventiseiesima settimana; [The Eve]
"Hasegawa, come vanno i preparativi?"
Il ragazzo dai capelli neri si volta verso il Capitano, il volto stanco ed emozionato allo stesso tempo. "L'unità 04 è stata alloggiata nella gabbia speciale, e al momento è inattiva. Il prototipo S^2 è stato trasportato dal laboratorio del Terminal al Central, l'avanzamento della gabbia contenitiva è di 15 metri ogni 25,7 secondi, velocità costante… tra breve dovrebbe giungere a destinazione…" Il ragazzo azzarda un sorriso.
"Quanto ci vorrà per sistemare tutto?"
"Il MAGI System prevede che i preparativi saranno conclusi tra un'ora e diciassette minuti."
"E poi avrà finalmente inizio il nostro rite of passage…" mormora il Capitano, fissando gli schermi olografici su cui scorrono sequenze infinite di linee e tabelle.
"Cos'ha detto, Capitano?" chiede con voce trattenuta Hasegawa.
Miko lo guarda, con una strana luce negli occhi, quasi un rimpianto. "Nulla d'importante…"
Hasegawa le lancia un'occhiata obliqua, ma non ribatte. Si gira verso i monitor che riempiono la sua postazione, e segna qualcosa sul blocco di fogli che regge in equilibrio precario con la mano sinistra. Anche da quella distanza - tra la postazione del capitano e quella degli operatori corre una mezza dozzina di metri - Miko riconosce la disposizione inconfondibile di una tabella di marcia.
A parte lei e il tenente, la sala è pressoché deserta. Tutti gli addetti dello staff tecnico di primo livello sono impegnati nella monitorizzazione delle funzioni vitali dell'unità 04, e al momento gli altri due operatori al banco comandi (per l'analisi e trasmissione dei dati e l'elaborazione di strategie militari) sono in riunione con i diretti superiori nella sala al primo livello della base. Anche Miko dovrebbe trovarsi là… ma il solo pensiero di dover scambiare qualche parola con il Dottor Ichiba la mette di cattivo umore. Dopo la visita di Lorenz la sua autorità sembra essere venuta meno… e anche se il Dottore continua ad eseguire gli ordini che gli sono stati imposti il suo atteggiamento nei confronti del Capitano è cambiato. E Ichiba sa come… "convincere" la gente a…
Miko si riscuote improvvisamente da quei pensieri. Controlla l'orologio: sono le due e venti del pomeriggio. "Akio, non appena è tutto pronto fammi chiamare, immediatamente!"
Poi, dopo un attimo, si volta verso la porta dell'ascensore di servizio, a qualche passo da lei.
Hasegawa si è fermato con lo sguardo fisso ai monitor, ascoltando in silenzio i passi del Capitano che si allontana. Non si è nemmeno accorta di averlo chiamato per nome.
La Sala Riunioni conta sette postazioni, cinque delle quali sono già occupate. Il dottor Matsuiko sta confabulando animatamente con il suo operatore, e dall'espressione di quest'ultimo sembra che l'argomento trattato sia terribilmente importante. Due poltrone più in là il dottor Ichiba controlla con serietà una lunga lista di dati… il tenente Nakamura, suo sottoposto, lo scruta con un'espressione a metà tra l'annoiato e il perplesso. E sull'ultima, il vicecapitano, Thomas Wright, controlla la sala senza proferire parola.
Sono le due e venticinque minuti del pomeriggio.
Con un sibilo, la porta pneumatica della Sala si apre.
"Scusate il ritardo."
Il dottor Ichiba alza gli occhi dal tabulato e le lancia un'occhiata silenziosa, seguendo i suoi movimenti finché non prende posto a sedere. Miko non fa nemmeno lo sforzo di guardarlo.
"Capitano, questa riunione aveva la priorità su tutto…"
"Bene, dottor Matsuiko. Sono qui. Mi dica."
Il dottore la guarda, a disagio. "Che uomo inutile" pensa Miko. "Non ha carattere. Chissà per quale motivo gli hanno affidato questo progetto…" Non dovrebbe pensare certe cose dei suoi sottoposti, però… questo non cambia la realtà dei fatti.
"Il progetto sta procedendo come stabilito." Miko lancia una fuggevole occhiata al sedile vuoto accanto a lei. "Il tenente Hasegawa sta ultimando le procedure di avviamento per l'attivazione del prototipo S^2. Tra poco più di un'ora l'esperimento potrà iniziare."
"Capitano." È la voce di Ichiba. "Ci sono ancora delle riserve sulla messa in opera del progetto."
Miko deve fare uno sforzo enorme per non mostrarsi disgustata. "Il progetto è stato controllato più di una volta, e questo lo sa perfettamente, dottore. E non è mai stato trovato alcun impedimento alla sua attivazione. Il MAGI System ha dato l'assenso."
"Eppure da questi tabulati risulta diversamente." Il dottore spinge verso di lei la pila di fogli che stava consultando un attimo prima del suo arrivo. Miko li avvicina a sé, ma non fa nemmeno il gesto di scorrerli. Fissa Ichiba con una luce gelida nello sguardo.
"Vedo che questa documentazione non è stata approvata dalla Base-madre." Dice, senza alcun'inflessione nella voce.
"Sono ricerche sperimentali effettuate dal nostro laboratorio interno…"
"Da quando collabora con la SEELE, dottore?" lo interrompe. Ichida la fissa con odio.
"Capitano, penso che sia lasciata influenzare troppo dall'ultima visita delle Nazioni Unite."
"Non era una visita autorizzata, mi pare."
"Si sbaglia." Miko volta di scatto la testa. Il Vicecomandante Wright le sorride serio dall'altra parte del tavolo.
"Cosa intende?" mormora, sorpresa.
"La visita della SEELE è stata regolarmente approvata dal consiglio direttivo delle Nazioni Unite, che come ben sa ha un potere decisionale superiore a quello della nostra Base-madre. Era una visita a scopo preventivo… e sembra che in effetti non ne avessero tutti i torti."
L'espressione sul volto di Miko è pericolosamente vicina alla collera. "Scopo preventivo…" scandisce, lentamente. "E per quale motivo non ne sono stata avvisata in tempo?"
Il Vicecomandante le rivolge un sorriso ironico. "Le decisioni in campo militare sono compito mio, Comandante… non ho ritenuto necessario disturbarla."
Miko è furente. Vicino a lei il dottor Ichiba sta sogghignando in modo molto poco professionale… "Come se non avessi ancora capito che questa 'riunione' non è nient'altro che una farsa per dare un'ombra di credibilità ai loro scopi…"
"Perfetto, Vicecomandante. Devo però ricordarle che in questa base la mia volontà vale ancora più della sua… e quindi, visto che dalle direttive stabilite non è emerso nulla di sostanzialmente preoccupante, l'esperimento di attivazione del motore S^2 procederà come da programma."
Miko si alza. Fissa per un ultimo istante le facce dei suoi 'collaboratori', e poi si dirige verso la porta. Un secondo più tardi, la stanza conta un elemento in meno.
"Tenente, quanto manca all'inizio dell'esperimento?"
La voce di Miko non tradisce la minima emozione, ma l'espressione sul suo viso è inequivocabile. Sugli schermi olografici della Sala sono proiettate le immagini che provengono direttamente dalla gabbia di contenimento dell'unità 04, così avvolta da cavi e sensori da sembrare molto più disumana del solito…
"Mph. 'Disumana'… quel grosso giocattolo non è mai stato 'umano'…"
Questa volta la Sala è gremita di gente: tutte le postazioni di lavoro sono occupate, tutto lo staff sta lavorando in perfetto sincrono, come un meccanismo ben oliato.
"Countdown partito! meno sessanta… cinquantanove…"
Davanti alla scura sagoma dell'Eva, una sorta di piccola gru con un braccio estensibile si flette lentamente per poi risalire fino alla zona direttamente antistante al torace dell'umanoide. Si flette, si rialza, si flette… "Meccanismo di rimozione operativo e funzionante!"
"…quarantotto… quarantasette… quarantasei…"
Hasegawa controlla febbrilmente lo schermo del monitor. "Capitano, la fase uno è terminata, chiedo il permesso di passare alla fase due."
"Accordato. Tempo rimanente?"
"Trentanove secondi prima dell'ingresso del prototipo nella camera a tenuta stagna… adesso."
Vicino alla poltrona del Capitano, il dottor Matsuiko non riesce a trattenere l'ansia. Pallido e serissimo, continua a lanciare occhiate verso la postazione dell'operatore addetto all'analisi e all'elaborazione dei dati, come se da un momento all'altro lo schermo dovesse riempirsi di messaggi d'allerta. Miko non lo degna d'uno sguardo. La sua attenzione è fissa sulla sagoma scura dell'Eva, sull'intrico di fili, sulla macchina meccanica simile ad un piccolo sottomarino che sta lentamente avvicinandosi alla piattaforma che sorregge l'umanoide…
"Risposta fisiologica dell'Eva?"
"Nulla di rilevante da segnalare."
"Procedere all'immissione di LCL."
"Roger." Hasegawa si volta verso lo schermo principale. "Sblocco delle paratie stagne! Procedere all'immissione di LCL dal primo al quinto gate!"
Con un sibilo, la camera a tenuta stagna inizia a riempirsi di un liquido ambrato, che risale velocemente fino a sommergere del tutto l'unità 04.
"Chiudere i gate! Fase due completata con successo!"
"…tre… due… out! Il prototipo S^2 ha raggiunto la postazione alfa!"
Il piccolo 'sottomarino' si è avvicinato alla sagoma scura dell'Eva.
"E' un errore. Stiamo per commettere un errore imperdonabile! Potrebbe scatenarsi un'energia pari a quella del Second Impact! Potrebbe…" la voce del dottor Matsuiko risuona soffocata alle spalle di Miko. La ragazza si volta, furente…
"Dottore, la prego. Si calmi. E' tutto sotto controllo!"
Matsuiko la fissa, a disagio. Poi, lentamente, mormora…
"Third Impact."
Miko lo fissa senza più celare il disprezzo che prova nei suoi confronti. Il suo sguardo corre alle postazioni di comando a lato dell'uomo… vuote. Dove sono finiti il dottor Ichida e il vicecomandante Wright?
"Cosa?…" Miko torna a fissare Matsuiko, sorpresa. L'uomo sembra aver capito cosa la domanda implicita nel suo sguardo… ma stranamente la sua espressione non cambia.
Cosa significa tutto questo?
"La fase tre ha inizio! Rimozione della corazza esterna dell'unità 04! All green!"
"Hasegawa!" Miko si è voltata, di scatto. Qualcosa nella sua voce fa girare di scatto anche il ragazzo. "Capitano…?"
Intanto la gru si è portata a ridosso della corazza dell'Eva, e ha iniziato a rimuovere i congegni di bloccaggio, in una pioggia di scintille.
Miko boccheggia. Fa scorrere lo sguardo sui monitor dei computer, per poi tornare sullo schermo olografico principale, e poi ancora sui computer… "Reazione fisiologica dell'Eva?"
Akio si volta per un attimo, per controllare i dati. "Tutto normale."
"…fase tre conclusa con successo! Corazza protettiva rimossa! Inizio fase quattro!"
"… meccanismo S^2 in posizione d'uscita! Meno tre… due.."
Miko vorrebbe parlare ma qualcosa glielo impedisce. Dove sono Ichida e Wright? Dovrebbero essere lì in sala con lei.. questa è insubordinazione!
"Tenente Fisher… ho bisogno di parlare al vicecomandante Wright… dove si trova, al momento?" Un ragazzo dai lineamenti occidentali si volta verso di lei. "Il vicecomandante e il dottor Ichida sono nel Central, a dirigere la squadra operativa."
"Ma… non è possibile. Io non ho dato nessun ordine…"
"Ordini superiori, Comandante." risponde il ragazzo.
…No, no, non è possibile! Ancora una volta!
"Collegamento diretto con il Central! Voglio parlare immediatamente con il vicecomandante! ORA!" esclama, mentre un pensiero inizia a farsi strada nella sua mente…
Una ragazza del comando operativo si volta verso di lei, con un'espressione seria sul volto. "Spiacente Comandante, le comunicazioni da e per il Central sono interrotte a scopo preventivo… è la prassi durante ogni esperimento di livello alfa, come questo…"
Una patina di sudore sgradevolmente freddo inizia a imperlarle la fronte.
No. Non può andare così… non può…
Intanto sullo schermo la parte superiore del 'sottomarino' si è aperta, rivelando uno strano congegno sferico, di colore scuro, che viene delicatamente afferrato dalle dita meccaniche della gru. Non appena viene sollevato, il sottomarino scivola lentamente all'indietro, allontanandosi di qualche metro.
Una luce rossa inizia a lampeggiare sulla parete della Sala Comandi.
"Esperimento di attivazione del motore S^2 sull'unità Evangelion 04, inizio!"
Miko non riesce a muoversi. Segue con lo sguardo i movimenti del braccio meccanico, la sagoma scura dell'Eva e la zona ancora più scura che spicca contro il bianco pallido della corazza. E' disgustoso e affascinante allo stesso tempo…
"Densità dell'LCL?"
"Valori nella norma… una lieve percentuale di impurità da attribuirsi alla presenza di congegni meccanici nell'area di lavoro.. nel complesso è tutto normale…"
La sfera è davanti alla cavità scura nel petto dell'Eva… la gru continua ad avanzare…
Sta andando tutto bene… tutto bene…
Il dottor Matsuiko si lascia scappare un gemito. Miko si volta giusto in tempo per vedere il suo volto pallido fissarla con terrore. Non può vedere la gru arretrare, né la massa scura che ora è saldamente incastrata nel petto dell'Eva…
"Fase alfa completata con successo! Inizio fase beta…"
"CAPITANO!"
E' la voce di Hasegawa.
Non si volta. Non può… non riesce…
"I valori fisiologici dell'unità stanno cambiando! C'è un picco nella percentuale di energia! L'Eva sta rigettando il motore S^2!…"
"Stato di allerta di primo grado! Esperimento interrotto!"
No… non può essere vero!
"CAPITANO!"
Miko si volta. Il tenente Hasegawa la sta fissando, con un'espressione indecifrabile sul volto. L'intera sala risuona di urla. I computer stanno impazzendo…
"Il MAGI System ha approvato a maggioranza l'autodistruzione della base!"
Non può parlare… non c'è più tempo…
Improvvisamente la massa al centro del petto dell'Eva inizia a pulsare, velocemente, sempre più velocemente…
Gli occhi dell'umanoide si accendono, mentre una vibrazione sorda risuona attraverso la stanza.
L'Eva… sta urlando? Sta cercando di..
"L'Unità 04 ha rotto gli ancoraggi! Si muove! Si sta muovendo!!!"
"Tutto il personale alle navette di salvataggio! Abbandonare la base!!!"
la Sala è totalmente in preda al panico. Tutti cercano di fuggire, urlando… come bestie impazzite….
Alle sue spalle, il dottor Matsuiko geme sommessamente, inginocchiato a terra…
…e davanti a lei il tenente Hasegawa la sta fissando, fermo alla sua postazione, mentre tutto il resto del personale gli sciama intorno, lanciandosi verso le uscite d'emergenza.
Non c'è paura sul suo volto. Solo… sorpresa. E dolore…
Miko lo fissa. Sullo schermo del computer principale è iniziato il conto alla rovescia…
L'Evangelion urla, ormai totalmente senza controllo.
Per un attimo ancora gli occhi del ragazzo sono fissi nei suoi. Una sola domanda…
"Akio…?" sillaba Miko, senza più voce.
L'Evangelion si è voltato verso di lei. La sta fissando con i suoi occhi color sangue. La sta fissando…
Luce.
Una coltre bianca travolge tutto, senza lasciare spazio per le fragili vite umane.
Bianco, e poi più nulla.
"Where am I vanishing into?"
Into a clam, quietly sleeping in the sea?
Last night's dream, I dreamt an unbelievably real one.
I'm just sleeping..."
[S.E.Lain Cyberia Mix,"INFANITy world"]
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[BONUS TRACK!]
Per mettere un po' d'ordine tra i vari ruoli dei personaggi e le loro relazioni, ecco un
piccolo schema:
[Comando Operativo]
* Capitano (responsabile della Base, carica più alta): Akashima, Miko. (è il corrispettivo di Misato Katsuragi, sebbene nella base il suo ruolo sia paragonabile a quello del Comandante Gendo Ikari)
* Vicecapitano (responsabile delle elaborazioni in ambito militare, sostituto del Comandante in caso di assenza): Wright, Thomas. (nella base può essere paragonato al vicecomandante Kozo Fuyutsuki)
* dr. Ichiba: responsabile del reparto Tecnologico; sviluppo e costruzione del prototipo S^2 (è il corrispettivo della Dr. Akagi)
* dr. Matsuiko: responsabile del coordinamento operativo della base; ricerca e sviluppo prototipo S^2.
[Assistenti Operatori]
* tenente Hasegawa, Akio à alle dirette dipendenze del Comandante Akashima. Si occupa della raccolta dati e analisi. (è il corrispettivo di Maya Ibuki)
* tenente Nakamura, Kevin à alle dirette dipendenze del dr. Ichiba. Si occupa dell'analisi e della trasmissione dei dati. (è il corrispettivo di Shigeru Aoba)
* tenente Fisher, Steve à alle dirette dipendenze del vicecapitano Wright - e assistente del dr. Matsuiko - si occupa dell'elaborazione delle strategie militari. (è il corrispettivo di Makoto Hyuga)
Teminal e Central: la base in Nevada è una specie di copia speculare della Base-madre: le sezioni definite "Terminal" e "Central" si riferiscono rispettivamente al Terminal Dogma e Central Dogma del Geo Front di neo-Tokyo 3; è un riconoscimento puramente virtuale, anche se il grado di sicurezza delle due sezioni è simile a quello delle originali (il Terminal è la parte più profonda della Base, completamente automatizzata. L'ingresso è consentito solo al Comandante e al suo Vice; Il Central è situato sopra il Terminal, sotto la Sala di Controllo. E' il luogo dove si svolgono gli esperimenti.)
Rite of Passage (rito di passaggio): Una cerimonia rituale praticata quando una persona cambia la sua identità nell'ambito della società e acquisisce nuove responsabilità. E' una sorta di modo di dimostrare in maniera sociale il proprio cambiamento personale. C'è anche una preghiera per la sicurezza e la pace che deve essere accompagnata al rito.
Nell'ep.25 "Air" i membri della Seele commentano che lo Human Complementation Plan è "il Rito di Passaggio per portare un nuovo vigore agli umani che sono ormai ad un punto fermo".
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