+ THE WICKED GAME - BOOK II +
A story inspired by the Harry Potter books of JK Rowling 
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CAP. 11c: NEVERWHERE

«How did it change so fast?
[I won't give you to the past]
I really thought it'd last…» 
M2M, "Everything"


Pioggia sottile che cade oltre il vetro, in un basso mormorio che riempie di sé questa stanza, silenziosa e fredda… pioggia che disegna strisce mutevoli sul soffitto, arabeschi leggeri che invitano al sonno, o all'oblio dei ricordi. Una pioggia che dovrebbe lavar via tutto il dolore, e invece lo rende soltanto più aguzzo, più netto, così lucido che è impossibile dimenticarsene…
Ho paura.
Di quello che accadrà domani. Di quello che potrebbe accadere domani… 
Di ciò che sono, io. E di quello che dovrei essere…
Vorrei chiudere gli occhi e dimenticarmi di tutto. 
Proprio io…
E invece nell'oscurità trovo solo la consapevolezza di quanto dovrà succedere. 

Io so. Riesco a vederlo con una lucidità così intensa da spaventarmi. Sono perso in questa stanza, e vorrei fuggire via, ora, subito, via da questa vita, via da tutto… vorrei svegliarmi da questo sogno che fa solo male, aprire gli occhi e scoprirmi libero… 
Sarebbe come morire, in fondo. Diventare qualcosa di diverso… 

Ma se tutto cambiasse, non ci sarebbe più lui. Se la mia vita cambiasse, tutto quello che ho ottenuto non esisterebbe più… e questo non posso permetterlo. 
La gabbia che mi rinchiude è lo stesso mondo in cui voglio vivere.

Sento il suo respiro, vicino a me, così leggero… così innocente. 
E lo odio. 
Perché lui ha smesso di preoccuparsi. Dorme tranquillo, come se non ci fosse nulla ad attenderlo, oltre quella porta. Come se non gl'importasse…
…niente…
…di me.
Come se morire non avesse alcun peso. 

Loro ti vogliono, e useranno me per averti. Accettare o rifiutare non ha più senso. Lo avevano deciso fin dall'inizio… non è stata una partita leale.
Tradirti è fare il loro gioco. 
Tradirli è la stessa cosa. Sacrificheranno anche me, dopo. Io sono la pedina che giustifica il loro lavoro… posso catturarti, o posso rifiutarmi di farlo, e loro lo faranno al mio posto. 
Ti prenderanno comunque…
Comunque.

Sospiro. 

"E' finita? E' finita, vero?"

Basta questo a farti stare tranquillo? Come puoi essere così arrogante, anche adesso? Ti sei soltanto sbarazzato dei tuoi problemi, li hai accantonati, hai deciso che potevi smettere di preoccuparti… 
…perché qualcun altro poteva farlo al tuo posto. 

"Io… ti odio…"

Il suono della mia voce si confonde con il mormorio della pioggia. Quasi indistinguibile… 
E tu ti muovi, silenziosamente. Ti giri, voltandomi la schiena. 

Non ci riesco. 
Non posso… neanche adesso. Sto mentendo, di nuovo. 
Non voglio.

Anche se è buio, riesco a vedere perfettamente l'intrico di linee che ti serpeggiano sulla pelle… 
Ognuna di esse è un giorno passato lontano da me. Un pezzo di vita nuova in cambio di quello che eri… che eravamo. 
Tutte, tranne una…

"Non era questo che volevi? E ora ti tiri indietro? Non vuoi vedere cosa succede quando si punta un coltello alla gola di un essere umano? Ah, giusto… ma tu non l'hai mai visto, vero? Non sai cosa vuol dire uccidere…"

Stupido…
So perfettamente cosa vuol dire uccidere. 
Ci sono così tanti modi per farlo… e alcuni sono solo meno diretti di quelli che insegnano alla Scuola degli Auror…
Ma sono comunque letali. Non perdonano, non lasciano scampo. 
Ucciderti servirebbe a qualcosa?

Non voglio, non voglio, non voglio… perderti… 

"Malcolm?"

La sua voce, perfettamente calma. Non 
[voglio rispondere]
rispondo. Lo sento girarsi e sollevarsi sulle braccia, per guardarmi.
"Non dormi?" 

Se chiudo gli occhi… abbastanza a lungo… scomparirà tutto? Riuscirò a dimenticare?

Un sospiro lieve. E poi un peso fa affondare le mie spalle, con decisione. Le sue braccia sfiorano le mie, mentre mi fissa, il volto sospeso a due centimetri dal mio.
Sento il suo respiro sulla pelle. E riesco ad immaginare perfettamente l'espressione che avrà, adesso…
Apro gli occhi. Come supponevo.
Ha le labbra incurvate in quel maledetto sorriso che detesto, così terribilmente presuntuoso… 

"Malcolm… continui a parlare nel sonno…" mormora, con uno strano tono nella voce. Lo fisso negli occhi, senza aprir bocca. Sono scuri, e distanti, e imperscrutabili. Non riesco a leggerci attraverso. Non riesco a capire cosa sei, davvero…

Il suo sorriso si acuisce. 
"…e dici cose senza senso." 
E' inutile. Non riesco a sorridere. Non posso lasciar perdere, come fai tu. Devo capire… devo provare a cercare una spiegazione logica, per tutto. Non posso semplicemente aspettare…
E lasciare che ti portino via, un'altra volta. 
Devo continuare a immaginare il mio inferno personale, ancora, e ancora, e ancora, finché smetterà di farmi paura… se gli permetto di uccidermi, un pezzetto alla volta, forse non soffrirò più, dopo…

Cerco di alzare una mano, ma tu non provi nemmeno a spostarti, e continui a fissarmi, in silenzio. La cicatrice sul mento spicca chiara, contro la pelle… 
Non posso lasciarti andare. Non più. Non adesso. 
Ormai è troppo tardi…

La sfioro con un dito, fino all'incavo del collo. Per un attimo chiudi gli occhi, e torni ad essere quel ragazzino che conoscevo, tanto tempo fa… 

Avevi una promessa, e l'hai infranta. Ora, questa, è la mia? 

"Dimmi perché mi odi." mormora. 
Hmph. 
"Dimmelo…" dice, appoggiandomi la fronte all'altezza della gola. 

"Visto che sai sempre tutto… perché non ti rispondi da solo?"

Lo sento sorridere, per l'ennesima volta.
"Stai sbagliando tutto…" dice, e nel suo tono c'è qualcosa di stridente… sorride, e la sua voce è cupa. "Smettila di pensare a quello che non puoi controllare" sibila. "Smettila di addossarti la colpa per qualcosa che non hai fatto…"

Smettila di preoccuparti per me?

"Come immaginavo, ti sei risposto da solo…" replico, gelido.

Martin si rialza, guardandomi fisso negli occhi. La sua espressione è cambiata un'altra volta: ora nella piega sottile delle labbra c'è un'eco di quella rabbia che speravo avesse dimenticato, definitivamente…

"Non voglio andarmene. Non me ne andrò. E hai ragione, non m'interessa più niente, di me, del mio lavoro, del Ministero…" la sua voce scende di tono.
"Non m'importa più nulla… nulla." 

"Tranne che di una sola persona."

Lo sai anche tu, che non sarà possibile… 
"Lo faranno, Mart. L'hanno deciso. E' solo questione di tempo…" 

"NON M'INTERESSA!"
"E' a ME che importa!"

Abbandona la faccia contro la mia spalla, senza replicare. 
Poi, lentamente…
"Non mi porteranno via, non glielo permetterò… a qualsiasi costo."

"Ti uccideranno."
"No…"
"Chi è adesso quello che non vuol guardare in faccia la realtà? Allora?" sibilo. 

"Non lo faranno…" mormora. "Se io dirò loro… quello che vogliono sentire. Se gli dirò… che hanno ragione. Che ho sbagliato…"

Fino a questo punto? 
"Non ci credo. Non puoi essere disposto a dimenticare…"
Ma non mi sta ascoltando.
"E se non basterà li ucciderò tutti." continua, inflessibile. "Ripagati con la stessa moneta… poetica giustizia…"

"Martin…"

"Hmm?" mormora, senza rialzare la testa. 

"Sei un idiota."

"Eh? Cosa?" esclama, rialzandosi di scatto, sgranando gli occhi come un bambino, completamente spiazzato. Cos'hai detto? dice la sua faccia, incredula.

Per questa volta sono io a sorridere. Forse hai ragione, dopotutto… forse sono io quello che sbaglia. Gli passo le mani dietro al collo, trascinandolo giù, verso di me. 
"Non ti posso lasciare… stupido come sei ti faresti ammazzare in un momento." replico, e sogghigno. "Quindi hai ragione. Non ti porteranno via. Non lascerò che lo facciano."

Continua a fissarmi per un attimo, e finalmente i suoi occhi diventano vivi… 
Scuri, profondi, bellissimi occhi. Solo miei.

Poi li chiude, appoggiando di nuovo la testa sulla mia spalla. 
La sua voce non è cambiata, in fondo. E' rimasta la stessa di cinque anni fa… 

"…non ti azzardare a chiamarmi stupido un'altra volta, Donahue, o me la pagherai cara…"
"Ah sì, signor Carroll? E cosa avresti intenzione di farmi?"
Le sue labbra s'incurvano, ironiche.
"Non credo ti convenga saperlo, Donahue… segreti da Auror…"

Chiudo gli occhi, continuando ad abbracciarlo.


«…Questo domani - che non tornerà a cercarti.
Questo domani - non dipende dai tuoi sguardi.
Questo domani - solo vivere e accettarmi.
Questo domani - Questo domani - Questo domani…» 
SubsOnicA, "Questo Domani"

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